avevamo i pesci rossi che giravano in tondo in tondo
nella boccia sul tavolo vicino alle tende spesse
della vetrata e la
mamma, sempre sorridente, perché ci voleva tutti
contenti, mi diceva: “sii contento, Henry!”
e aveva ragione: è meglio essere contenti se si
può
ma papà continuava a pestare lei e me diverse volte a settimana
furibondo nel suo metro e novanta da armadio perché
non capiva cosa lo assaliva da dentro.
la mamma, povera bestia,
che voleva esser contenta, pestata due o tre volte
a settimana, mi diceva di essere contento: “Henry, sorridi! perché non sorridi mai?”
e poi sorrideva, per farmi vedere come si fa, ed era il
sorriso più triste che abbia mai visto.
un giorno i pesci rossi sono morti, tutti e cinque,
galleggiavano su un fianco, gli occhi
ancora aperti,
e quando papà è tornato a casa li ha dati al gatto
lì sul pavimento in cucina – noi guardavamo e la mamma sorrideva.
Charles Bukowski, da “Santo cielo, perché porti la cravatta?”
(traduzione di Damiano Abeni)